Editoriale

Immaginate uno splendido uccello migratore, che proprio perché migratore mai si ferma in un unico posto, ma vola di luogo in luogo, non fissa una dimora ma si adatta al territorio in cui decide di fermarsi temporaneamente.

Immaginate sempre lo stesso uccello che vola sui mari, che percorre grandi distanze, che è pertanto molto tenace, costante, dispone di una vista acuta per prevenire i pericoli ma anche per essere sempre attento a quello che accade intorno a lui.

Immaginate lo stesso uccello, mitico, cantato da Coleridge e da Baudelaire, che dotato di ampie ali e di piume candide si libra leggero ma forte sui mari esotici.

Questo uccello non è un prodotto dell’immaginario poetico di grandi scrittori né del mito, ma esiste, è l’albatros, grande uccello marino che vive nei mari del sud, ed è forse uno degli uccelli più grandi per la sua imponente  apertura alare.

Noi però non siamo nei mari del sud, ma l’immagine ci è piaciuta quando si è trattalo di scegliere un titolo per la nostra rivista, un titolo che avesse una relazione significativa con le nostre ambizioni, con le finalità che ci siamo posti con la  nostra iniziativa editoriale.

Non vogliamo naturalmente diventare mitici come l’albatros immortalato nei versi di Coleridge o di Baudelaire, ma come questo uccello ha un piumaggio candido, così noi vogliamo essere trasparenti e chiari, vogliamo essere costanti e tenaci come lui, andare lontano e venire a contatto con tutti quelli che ci possono dare molto e cui noi forse possiamo dare, insomma l’albatros come moderno simbolo di interculturalità.

Perché questa rivista e perché in questo momento? Perché vorremmo che le  esperienze culturali e didattiche che stiamo maturando non rimanessero nel chiuso del nostro dipartimento ma potessero circolare. Non vorremmo quindi creare una rivista destinata solo a iniziati accademici, ma anche a docenti di altri gradi scolastici nell’ambito della lingua, della letteratura e della civiltà italiana. 

Quindi Albatros dovrà  arricchirsi necessariamente di contributi da parte di docenti dell’università di Scutari, di docenti di italiano di altre realtà e anche di studenti, che potranno disporre di una rubrica propria in cui esporranno le riflessioni su attività ed esperienze maturate nell’ambito della loro carriera studentesca.

Insomma albatrOS sarà per noi un mezzo per raccogliere e far circolare idee e innovazioni nell’ambito della ricerca scientifica e lingua straniera, quindi per informare sulla realtà italiana di ieri, oggi e domani. Quindi per socializzare esperienze di scambi permanenti interculturali tra l’Italia e l’Albania, che testimoniano dell’amicizia, del consenso e della fratellanza tra i nostri due popoli. Infine sarà un mezzo per analizzare attraverso confronti tra esperienze ed eventi passati e futuri gli antichi e molteplici legami tra i due paesi, l’Italia e l’Albania e per  far diventare il Dipartimento di Italianistica centro di circolazione del pensiero scientifico e culturale dell’avanguardia culturale scutarina. 

Dovrà essere per noi anche un’opportunità per stimolare gli studenti a riflettere sulle proprie esperienze, ad apprezzare la scrittura e ad acquisire gusto per la lettura.

E’ un progetto ambizioso? Forse sì, ma avere ambizioni significa per noi anche voler progredire.Un caro ringraziamento a tutti coloro che ci vorranno concedere la propria attenzione.

Editoriale a cura di  Tiziana Littamè