Lezione di scrittura "creativa"

Insegnare italiano in Albania può essere da una parte un'attività gratificante e dall'altra complessa. E' vero che quasi mai si ha che fare con veri e propri principianti, ma è anche vero che gli apprendenti  presentano conoscenze non sempre corrette e piuttosto consolidate e quindi difficili da "estirpare". Si rende quindi  necessario avviare un lavoro di analisi della situazione di partenza che tenga conto non solo dei livelli linguistici ma anche delle capacità cognitive generali e dei diversi approcci allo studio delle lingue straniere. 

Da due anni opero come lettrice di lingua italiana presso il Dipartimento di Italiano dell'Università di Scutari e fin dall'inizio della mia attività ho dovuto affrontare in modo sistematico proprio l'aspetto correttivo di un'impostazione linguistica che spesso non è stata acquisita all'interno delle strutture scolastiche formali. 

Alcune osservazione iniziali sui livelli di partenza. Gli studenti che si iscrivono al primo anno del nostro corso devono conoscere la lingua italiana,  conoscenza testata per mezzo  un test d'ingresso molto rigoroso e redatto in parte dal Ministero e in parte dacontrollato in dal a  livello centrale e per l'altra dalla singola istituzione universitaria,  può essere stata acquisita nei modi più disparati: 

- a scuola (perché l'insegnamento è in alcuni corsi inserito nel normale curricolo);

-  in famiglia (un genitore spesso si è improvvisato insegnante)

- presso un insegnante privato

-  attraverso la televisione 

- semplici contatti con cittadini italiani 

Se l'apprendimento è avvenuto all'interno delle istituzioni o con un familiare lo studente dispone in genere di buone conoscenze tecniche, padroneggia le regole grammaticali. Se invece l'apprendimento  è stato mediato dalla  televisione, allora il livello di competenza linguistica è buono per la ricchezza lessicale e la scioltezza,  ma piuttosto carente per quanto riguarda la correttezza formale. Un aspetto molto interessante della realtà albanese che varrebbe la pena di approfondire è  l'influenza pressoché illimitata della  lingua italiana, e sottolineo solo italiana, cui i bambini albanesi sono esposti attraverso la televisione e che ne condiziona l'apprendimento e il loro rapporto nei confronti della nostra lingua. 

A ciò si aggiunga il fatto che - a qualsiasi livello scolastico - scarsissimi sono gli strumenti "cartacei" a disposizione. Mancano libri,,  riviste, giornali, qualsiasi  mezzo che faccia riferimento alla Galassia Gutenberg. Ne consegue che il livello generale di competenza testuale appare nel complesso  piuttosto scarso sia nella fase ricettiva sia - a maggior ragione - nella fase produttiva. 

Una breve considerazione merita inoltre la metodologia  dell'insegnamento dell'italiano e delle lingue straniere in genere  nelle istituzioni scolastiche o nei corsi privati.  Solo negli ultimi tre anni si è avviata una discussione a livello centrale (leggi Istituto di Studi Pedagogici) sull'introduzione di nuovi curricola nell'insegnamento delle lingue straniere in tutti i gradi scolastici, discussione che ha portato alla stesura  di direttive ispirate al Framework europeo e applicate  solo nel corso del presente anno scolastico in 11 distretti d'Albania, fra i quali Scutari.  E' mancata una fase di preparazione dei docenti, che improvvisamente si sono trovati a dover passare dal tradizionale ma rassicurante metodo grammaticale-traduttivo a metodologie comunicative per loro destrutturanti, cosa resa ancora più complicata dalla cronica mancanza di libri di testo adeguati, che nella migliore delle ipotesi devono essere importati in un paese dove lo stipendio medio di un docente universitario è pari a 80 $ !!

Gli studenti di italiano "prodotti" da questa scuola e da un consumo televisivo, che inizia fin dall'infanzia,  presentano livelli di comprensione testuale bassi, tendono infatti ad un approccio al testo scritto piuttosto  superficiale, hanno difficoltà nell'analisi e quindi nella sintesi.  

Date queste premesse: 

il lavoro didattico iniziale si presenta chiaramente complesso. Si tratta infatti di creare spazi di motivazione per tutti gli studenti sia  per quelli che dispongono già di valide conoscenze sia per quelli cognitivamente e linguisticamente più deboli e di sviluppare solide competenze   soprattutto nell'abilità della scrittura. 

In quanto lettrice sono  di madrelingua e ciò può risultare essere  - a parer mio - in questo contesto un aspetto positivo. Generalmente il madrelingua tende a non enfatizzare gli aspetti puramente tecnici della lingua, si concentra invece sulle varie componenti della comunicazione sia orale che  scritta, mostra  maggiore tolleranza verso gli errori formali e valorizza nel contempo gli aspetti legati alla produzione linguistica libera. Il contatto frequente  con  native speakers che non propongono  solo modelli linguistici né cristallizzati nel tempo mediati dalle grammatiche in uso qui  né eccessivamente poveri come quelli mediati dalla televisione è un mezzo molto efficace per "ristrutturare" quelle conoscenze linguistiche già in possesso degli studenti ma che risultano poco efficaci sul piano della comunicazione sia orale sia scritta. 

In questo breve contributo desidero segnalare alcune attività che ho organizzato nel corso dell'a.a. 1999-2000 con gli studenti del primo corso per far emergere quel tasso di creatività linguistica di cui gli studenti albanesi dispongono e per trattare le varie tipologie testuali. 

Destinatari:  24 studenti del primo corso di italianistica, 20 anni;

Tempi: 3 ore di lezione

Preconoscenze: gli studenti devono riconoscere e utilizzare

Obiettivi:

Testi base proposti:

  1. "La sentinella", di Fredric Brown
  2. "La descrizione dell'uoma" da "Donna di Porto Pym" di A. Tabucchi

I due testi offrono un' interessante introduzione al tema della prospettiva narrativa ribaltata, la struttura narrativa di entrambi i testi è avvincente, in quanto il lettore rimane con il fiato sospeso fino alla fine della lettura e solo dopo un'attenta analisi - soprattutto del secondo - è in grado di decodificarne il significato. In una realtà in cui si sta timidamente affacciando il problema dell'interculturalità (cfr. a questo proposito l'articolo sul tema contenuto in questa rivista) risulta stimolante anche introdurre temi sulla diversità e sui valori della prospettiva dell' "altro".

Metodologia di lavoro

  1. fase di lettura individuale
  2. fase della  comprensione in coppia
  3. fase della produzione scritta (individuale e in gruppo): questa fase ha "sfruttato" la grande capacità che i miei studenti hanno nel modellizzare, di riprodurre al  meglio i modelli linguistici proposti

Fra la prima  e la seconda fase ho  proposto una serie di attività linguistiche tali da portare gli studenti a comprendere gli elementi stilistici che hanno permesso ai due autori di raggiungere efficacia narrativa. Nel caso del racconto di Brown, per esempio la 

Compiti finali

I compiti proposti sono stati dapprima accolti con una certa perplessità: risultava difficile per gli studenti assumere un ruolo diverso da quello cui sono abituati, ragazzi e ragazze albanesi, per  mettersi nei "panni" di un animale. Una volta  poi spiegato loro che dovevano analizzare  e riflettere sulle caratteristiche positive degli animali indicati e di valorizzarle nei confronti dell'uomo,  hanno eseguito il compito, che alla fine è piaciuto. Il tasso di gradimento alto è dovuto al fatto che hanno percepito la possibilità di creare lingua, di produrre qualcosa di immediatamente "fruibile", senza dover passare per la mediazione delle frasi grammaticali ripetitive. Non solo, anche le fasi di lavoro in gruppo sono state molto apprezzate, gli studenti hanno potuto capire l'importanza della collaborazione, della possibilità di costruire conoscenza e lingua insieme, insomma che l'apprendimento linguistico non è un fatto isolato, ma sociale, frutto di un processo di  "cocostruzione", durante il ogni soggetto collabora. In un momento  storico che in questo momento attraversa l'Albania,  momento segnato da individualismo, una tale constatazione non rimane solo un fatto legato all'apprendimento delle lingue straniere.

Tra i prodotti dei miei studenti ne propongo alcuni che  - a parer mio - emergono per freschezza, creatività e valide competenze linguistiche. La maggior parte di loro ha scelto naturalmente la prospettiva dell'aquila, non siamo del resto nel paese delle aquile? 

I lavori appaiono a volte un interessante miscuglio dei due testi di partenza, tuttavia mi pare interessante quanto i miei studenti hanno saputo elaborare senza dizionario, in 40 minuti, in classe e proposto in modo improvviso !!

Le espressioni fra parentesi sono quelle che erano scritte in originale. Buon divertimento !

Blerim - L'aquila; Esmeralda - Il leone; Anduena - Il gatto; Edlira - L'aquila;

Venerdì, di EdliraVenerdì - gruppo 1; Venerdì - gruppo 2; Venerdì - di Admir e Desantila,

 

a cura di Tiziana Littamè, lettrice di italiano