PROGETTO ARCHIVIO DELLA MEMORIA

Introduzione

"La memoria e l'oblio sono i due aspetti apparentemente opposti, di un processo che, sia a livello individuale che collettivo, conferisce un senso all'esistenza: sono infatti i ricordi, di un individuo o di un gruppo sociale, a indicarci le nostre origini, le trasformazioni che si verificano nel tempo, le differenze rispetto al passato; e sono gli stessi ricordi a dirci che in una certa misura siamo diversi dagli altri individui come da altre collettività perché possediamo un capitale di cui altri non dispongono in quanto esso è unico, irripetibile. La memoria , in questa accezione, è una sorta di guardiano, che si oppone alla forza disgregatrice del tempo, a quell'oblio che tende a seppellire le tracce di una storia che va preservata, proprio in quanto essa è la nostra essenza."

da "Ricordi individuali memorie collettive", di Alberto Oliverio, Torino 1994

La città di Scutari ha subito negli ultimi cinquanta anni un processo di disgregazione della propria storia e della propria identità, fenomeno avvenuto in seguito ad eventi storici e alle loro inevitabili conseguenze e a pressioni demografiche antiche e più recenti. La perdita della propria identità, se da una parte ha sicuramente contribuito al senso di incertezza, di insicurezza e di diffidenza che in questo periodo caratterizza il rapporto tra le componenti "autoctone" e quelle "nuove" della città, dall'altra nasconde anche un rischio, quello cioè di rafforzare un melanconico rifugiarsi nella trasfigurazione acritica del passato, fenomeno che paralizza ogni tentativo di costruire qui e non altrove una dimensione di convivenza accettabile per tutti.

Ma in che cosa consistono i ricordi, le memorie di una comunità? Nel ricordo individuale, patrimonio del singolo cittadino e della sua famiglia.

Perché allora non dare voce ai cittadini che hanno contribuito alla storia della città raccogliendo le loro testimonianze, fissandole per sempre, affinché queste diventino patrimonio di tutti in una sorta di grande affresco della parola, della memoria, dell'immaginario individuale e collettivo?

Il progetto vuole configurarsi come un tentativo di risposta a questi bisogni, vuole quindi:

fissare i ricordi individuali degli abitanti di Scutari che in qualsiasi campo ed attività hanno contribuito allo sviluppo della città;

raccogliere queste memorie in memorie collettive al fine di ricostruire non solo la storia ufficiale, ma anche la quotidianità, che permette di ricostruire - in questo momento di degrado anche fisico della città - l'immagine di com'era;

offrire a se stessi e alla collettività cittadina e nazionale un quadro di riferimento da cui partire per ri-costruire insieme un tessuto di convivenza civile;

recuperare i valori etici e politici (nel senso di ethos della polis, della comunità) nei quali la città di Scutari si è sempre riconosciuta e che nel corso dei secoli l'hanno resa centro di scambi commerciali e culturali: tolleranza religiosa e culturale, vivacità imprenditoriale, apertura all'esterno.

 

Un aspetto fondamentale del presente progetto è e rimane il desiderio di dare spazio a tutte le voci, affermare che la finalità ultima deve essere la ricostruzione della storia di Scutari come risultato dei contributi di tutte le sue componenti, nessuna esclusa e ognuna per le sue caratteristiche e peculiarità.

Questa iniziativa deve proporre una mappa della storia culturale e civile della città di Scutari, la prima nel suo genere, che possa offrire a più istituzioni un giusto orientamento del nostro passato spesso finora improvvisato.

Deve inoltre delinearsi un quadro realistico lontano dalle nostalgie dei racconti dei cittadini, i racconti stessi, inoltre, devono essere sostenuti anche dal confronto con i fatti e i dati statistici.

Questa esperienza deve quindi aprire la strada ad una serie di iniziative che possano fornire validi contributi anche ad istituzioni statali.

Metodologia:

stesura di una lista di personalità da intervistare

organizzazione della lista secondo campi di interesse

raccolta di dati statistici (forniti dalle istituzioni pubbliche e/o private)

raccolta di interviste a personaggi o anche a figli di personaggi la cui storia personale si è intersecata con quella della città. (interviste audio e/o video)

organizzazione di un archivio delle inter viste

raccolta di documenti cartacei e iconici (fotografie, immagini) video)

FASI del progetto

Fase 1

La prima fase deve avere come finalità la motivazione e la nascita di un certo interesse per il progetto da parte non solo delle persone coinvolte ma anche di parte della cittadinanza. Compito iniziale è quindi quello di approntare una lista di persone da intervistare, redatta secondo criteri di rappresentatività rispetto alla vita culturale, economica, artistica, politica, religiosa e civile della città. Sarà inoltre importante rilevare in che modo i rapporti con le altre nazioni europee (Italia, Austria, Gran Bretagna, Francia, Jugoslavia) hanno segnato la vita di Scutari. In questa fase si procede a raccogliere e a fissare le memorie individuali attraverso interviste e raccolta di materiale fotografico.

Fase  2

Una volta raccolte le memorie si deve passare alla fase della fissazione su carta delle interviste, alla catalogazione delle stesse (secondo criteri di rappresentatività rispetto agli ambiti su indicati e di importanza per la storia della città). In questa fase si procederà alla classificazione dei documenti originali o copie fotostatiche messe a disposizione da parte degli intervistati.

Questa fase è caratterizzata dall'analisi dei risultati delle interviste e dei materiali.

Si procederà alla "sbobinatura" delle interviste e trascrizione a computer delle stesse, alla catalogazione delle interviste tramite fogli elettronici e alla classificazione dei materiali tramite database.

Fase 3

Questa fase è caratterizzata dalla vera e propria rielaborino e valutazione del materiale raccolto. E prevede come risultati-prodotii attesi:

pubblicazione di raccolte delle memorie registrate in forme di:

racconti, ricostruzioni storiche focalizzate sul periodo anni '20-'30, riflessioni metodologiche

         pubblicizzazione e socializzazione del materiale raccolto e diffusione dell'esperienza in forma di mostre ed esposizioni.

 

Progetto a cura di Tiziana Littamè e di Nertila Ljarja